Venerdì 24 Novembre 2017
Il libro

Copertina

E' stato pubblicato dalle Edizioni Pilgrim di Aulla (MS) il libro dal titolo ‘William Shakespeare ovvero John Florio: un fiorentino alla conquista del mondo’.

L’autore, Saul Gerevini, ha fatto una ricerca approfondita sulle tematiche che legano indissolubilmente John Florio alla vita di Will di Stratford e ai testi di Shakespeare, arrivando a sottoporre al lettore strumenti di analisi che permettono a chiunque di apprezzare finalmente chi era ‘Shakespeare’, o meglio cos’era.

Questo libro è uno strumento indispensabile (adatto agli studiosi e non) per scoprire, finalmente, che John Florio è una entità indispensabile per capire profondamente Shakespeare.

‘Shakespeare’, ‘Will’ e ‘John Florio’ sono la stessa entità a livello letterario, dal momento che Will e Florio lavorarono a stretto contatto per costruire Shakespeare.

Quest’affermazione è dimostrata concretamente nel libro non attraverso improbabili ‘anagrammi’ (come fanno, per esempio, i sostenitori di Francis Bacon, tra i tanti), ma con dati di fatto accessibili a tutti.

‘Dati di fatto’, non ipotesi come fanno gli Stratfordiani e non solo. Nel libro il lettore troverà una gran quantità di ‘dati di fatto’ che potrà confrontare immediatamente con risorse anche disponibili in internet, risorse che solo poco tempo fa erano difficilmente accessibili a persone che vivevano fuori dall’Inghilterra e spesso difficilmente accessibili per gli stessi Inglesi.

Basti pensare a tutti quegli archivi inglesi dove sono custoditi migliaia di documenti originali del tempo di Shakespeare, archivi difficilmente accessibili un tempo. Molto materiale, attualmente, è ottenibile via internet diversamente da prima. In questa maniera oggi è molto facile, per esempio, ottenere il testamento di John Florio custodito nei National Archives di Kew a Londra.

Questo testamento, una volta non così facilmente ottenibile, confrontato con quello di Will rivela sorprendenti ‘dati di fatto’ che aprono scenari incredibili ed incontestabili dal momento che sono scritti ‘nero su bianco’ tra le righe del testamento stesso.

Ben diversi sono gli scenari che si aprono leggendo il testamento di Will. Ma solo potendo confrontare questi due documenti è stato possibile arrivare a determinare alcune precise dinamiche letterarie.

Quindi grazie anche alla facilità di accesso a certe risorse letterarie, è la prima volta nella storia che un libro spiegha, con prove documentate, chi era Shakespeare nella realtà dei fatti. In molti hanno provato questa impresa ma a tutt’oggi, sia Stratfordiani sia Anti-Stratfordiani, hanno sempre mancato l’obiettivo, dando interpretazioni insufficienti per capire veramente il complesso fenomeno dell’identità di Shakespeare. Questo perchè il conflittuale rapporto tra John Florio e Thomas Nashe, un drammaturgo contemporaneo di Shakespeare, non è mai stato notato dagli studiosi. Il loro conflitto è invece una chiave importante per una corretta analisi della identità di Shakespeare. 

In questo libro, per la prima volta, viene analizzata in dettaglio la relazione Florio/Nashe. Quindi, capiremo finalmente chi è quel 'Johannes Factotum' di cui parla Robert Greene nel Groatsworth del 1592. Per questi straordinari risultati l'autore ringrazia anche Jiulia Harding e la sua preziosa collaboraziene a questo sito, perchè molto di ciò che pensa l'autore è condiviso dalla ricercatrice inglese. 

Il libro, un saggio che tratta argomenti anche molto complessi in termini molto divulgativi, darà la possibilità a chiunque di verificare, personalmente, che Shakespeare non è altro che il nome dato ad una ‘impresa letteraria’ in cui Will ebbe un ruolo importante, impresa che vede in John Florio il suo fondatore.

 
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