Sabato 08 Agosto 2020
Michelangelo Florio e il perdono: Shakespeare, “il vero drammaturgo del perdono” (von Balthasar) PDF  | Stampa |

1. M. O. Nobili esamina due importanti lettere, in latino, inviate da M. Florio a Cecil: i) nel 1551, egli denunciava 14  suoi parrocchiani per violazione della religione (e richiamava la rigorosa legge del Vecchio Testamento); ii) nel 1552, per un suo “atto di fornicazione”, chiedeva misericordia (e richiamava la Nuova Legge del perdono di Gesù nel Nuovo Testamento).

 

2. L’opera Misura per misura  del Drammaturgo (come già percepito da R. Romani e I. Bellini-2012), sembra una sorta di opera autobiografica, sulla scorta della vicenda documentata nelle citate lettere.

 

3. Alcuni brani della lettera di Michelangelo del 1552 (sui temi della giustizia e della misericordia, da Aretino, già, espressi nei Sette Salmi del 1534 e in una lettera a Enrico VIII del 1542) si ritrovano,in modo impressionante,  tradotti in inglese, nel discorso di Porzia in lode della misericordia (ne Il mercante di Venezia)! 

 

4. Shakespeare è “il vero drammaturgo del perdono”, secondo Hans Urs von Balthasar, nel suo “Excursus: Shakespeare e il perdono; il “trapasso dalla giustizia compensativa [cioè dalla legge veterotestamentaria del taglione, dell’“occhio per occhio, dente per dente”] alla misericordia è una delle molle moventi più profonde dell’arte del Drammaturgo”.

Michelangelo Florio e il perdono (1.37 MB)

 
Banner