Venerdì 04 Dicembre 2020
Editoriale di Saul Gerevini e Corrado Panzieri, fondatori dell’Istituto Studi Floriani
Scritto da Saul Gerevini e Corrado Panzieri   
Venerdì 30 Ottobre 2020 18:49

470 anni fa, Michelangelo Florio, avendo aderito alla Riforma protestante e per sfuggire all'Inquisizione romana, arrivava a Londra il 1° novembre 1550.

Il 1° novembre del 1550, Michelangelo Florio, avendo aderito alla Riforma protestante e per sfuggire all'Inquisizione romana, giungeva a Londra, dopo un lungo e periglioso viaggio di quasi sei mesi, iniziato con la sua fuga da Roma, il 4 maggio del medesimo anno.

Quest'anno, il 1° novembre 2020, ricorrono 470 anni da quella data “fatidica”.

In quel giorno, iniziava simbolicamente quel  vero e proprio trasferimento, in Inghilterra, della conoscenza dei capolavori del nostro Rinascimento di cui Michelangelo Florio e il figlio, John Florio, furono i massimi e più appassionati propagatori alla corte londinese.

Questa importante ricorrenza merita una particolare celebrazione e, a tal riguardo, siamo stati lieti di onorare tale anniversario, mediante la pubblicazione, su questo sito, in data 26 ottobre 2020,  di una trilogia di studi, a opera di Massimo Oro Nobili, riguardanti proprio l'influenza della tradizione teatrale italiana sull'opera shakespeariana. In particolare, in questo studi, si investiga sull'influenza delle Accademie rinascimentali senesi su John Florio (grande studioso di esse, come mostra l'elenco delle 252 opere in volgare, che egli certifica di aver letto per la predisposizione del suo dizionario del 1611) e sulle opere shakespeariane (Siena fu, nel Rinascimento, uno dei più importanti centri culturali italiani ed europei, per la presenza di due fondamentali istituzioni, fondate pressoché coevamente  e fucine di opere teatrali meravigliose, la Congrega dei Rozzi (1531) - solo, successivamente (1690) "Accademia" - e l'Accademia degli Intronati, la quale fu la prima a dotarsi, nel mondo, di precise regole):

1)  Un primo studio concerne l'influenza della commedia “Gl’Ingannati” (1537) dell’Accademia degli Intronati di Siena, su “Twelfth Night”: il “trait d’union” è  John Florio; 

 

2) Un secondo studio riguarda l’appellativo “Resolute” che John Florio si attribuì nel 1591, nell’epistola “To the Reader”, del suo secondo manuale di apprendimento linguistico (Second Frutes"); si trattava di un “nome accademico”, sulla scia di quanto avveniva nelle accademie senesi e italiane; un nome che era stato già adottato da uno dei più importanti fondatori (nell’ottobre 1531) della Congrega dei Rozzi di Siena, Angelo Cenni, detto il “Risoluto”;

3)  Un terzo studio indaga sull’influenza del dittico “Sacrificio-Ingannati”, dell’Accademia degli Intronati di Siena, sulla trama di “Love’s Labour’s Love”: anche in questo caso, il “trait d’union” è  sempre John Florio.

Non ci resta che augurarVi una buona lettura!

 

 
Il “dittico” “Il Sacrificio-Gl’Ingannati” (Accademia degli Intronati) come fonte della trama di “Love’s Labour’s Lost”: John Florio come “ghost-writer”.
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Lunedì 26 Ottobre 2020 19:10

Massimo Oro Nobili riferisce la tesi proposta dalla valente studiosa australiana, esperta di cose senesi, Prof. Nerida Everard Newbigin (1979), secondo cui il “dittico” “Il Sacrificio - Gl'Ingannati” dell'Accademia degli Intronati di Siena, è la fonte della trama di “Love's Labour's Lost” di Shakespeare; tesi confermata anche dalla Prof. Marzia Pieri (2009). In queste note, Nobili cerca di addurre ulteriori elementi a sostegno della predetta tesi, sostenendo la “tesi Floriana” (1955), secondo cui fu John Florio il “ghost-writer” delle opere shakespeariane; John Florio certifica, infatti, nel dizionario del 1611, di aver letto il “Sacrificio” degli Intronati (pubblicato, sino a quell'anno, come dittico “Il Sacrificio-Gl'Ingannati"). Infine, è John Florio, il “cultore delle lingue”, per antonomasia (nella Londra dell'epoca), a celebrare “a great feast of languages” (“un gran banchetto, una gran festa delle lingue”), proprio come si legge in Love's Labour's Lost ! “William di Stratford sta emergendo come il prestanome di John Florio” (Prof. Laura Orsi, 2017).

Il Sacrificio-Gl’Ingannati (1.08 MB)

 
Da Angelo Cenni il “Risoluto” al “Resolute” John Florio.
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Lunedì 26 Ottobre 2020 19:05

Massimo Oro Nobili concorda con la tesi avanzata dalla Prof. Laura Orsi (2016) circa il fatto che l'appellativo “Resolute” (che John Florio si attribuì nel 1591) sia “un nome 'accademico' vero e proprio”. Nobili prende atto delle sterminate letture, da parte di John Florio, degli Accademici italiani rinascimentali (elencate nel dizionario del 1611) e, pur considerando un modesto campione di esse, propone la tesi che John Florio abbia seguito (nel suo appellativo inglese) le orme del commediografo Angelo Cenni, detto il “Risoluto”, uno dei fondatori e più illustri soci della Congrega dei Rozzi di Siena.

Genesi Resolute (1.2 MB)

 
John Florio:da Gl’Ingannati (Accademia degli Intronati di Siena) a “Twelfth Night” (Shakespeare)
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Lunedì 26 Ottobre 2020 19:02

Massimo Oro Nobili ripercorre tutta una serie di autorevoli studi, che si sono pronunciati circa la fonte di Twelfth Night, rinvenibile nella commedia de “Gl’Ingannati” (Accademia degli Intronati), pubblicata, nelle edizioni del ‘500, in “dittico”, col titolo “Sacrificio, Comedia” (che John Florio certifica di aver letto per il dizionario del 1611). Nobili dimostra anche come John Florio avesse correttamente tradotto in inglese, nei suoi dizionari, numerose parole dialettali del volgare italiano del ‘500, contenute ne “Gl’Ingannati” e ritiene, in base a numerose considerazioni, che proprio John Florio fosse il “trait d’union” fra Gl’Ingannati e Twelfth Night e l’unico in grado di comprendere perfettamente la splendida commedia degli Intronati e di rielaborarla innovativamente, in inglese (ma mantenendone sostanzialmente invariata la trama), in Twelfth Night.

Gl'ingannati (1.19 MB)

 
Gustavo La Volpe recita "Johannes factotum Shake-Spear's"
Scritto da Administrator   
Lunedì 28 Settembre 2020 20:45

 
John Florio e il "complotto" per uccidere Amleto
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Lunedì 28 Settembre 2020 20:40

Saul Gerevini e Massimo Oro Nobili riprendono, in queste brevi note, un interessante tema già acutamente segnalato da Saul Gerevini, ben dodici anni fa, nel 2008: quello della rappresentazione, nella trama dell’Amleto, di una delle operazioni spionistiche storicamente più avvincenti, quella che rese possibile sventare un complotto, ordito da Anthony Babington, per uccidere la Regina Elisabetta. Si trattò di un’operazione spionistica straordinaria, che ebbe il proprio “crocevia” proprio in quell’Ambasciata francese ove John Florio era operativo!  L’inserzione di tale sensazionale vicenda nell’Amleto appare come una sorta di firma, di autobiografica impronta di John Florio!

Il complotto per uccidere Amleto (518.79 kB)

 
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