Venerdì 06 Dicembre 2019
Aretino (amico di M. Florio) e la fonte storica italiana dell’Amleto
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Sabato 09 Novembre 2019 18:20
M.O. Nobili si cimenta in uno studio sull’individuazione del documento contenente la fonte storica italiana dell’Amleto, un’opera che ha un’influenza incalcolabile  sulla cultura mondiale (per Harold Bloom, “Dopo Gesù, Amleto è la figura più citata nella coscienza occidentale). Studi consolidati hanno acclarato, inequivocabilmente, che la fonte storica italiana dell’Amleto (e, in particolare, della recita a corte) è il presunto avvelenamento, attraverso le orecchie, del Duca d’Urbino, Francesco Maria I della Rovere, morto il 21 ottobre 1538 (Prof. Geoffrey Bullough [1935, 1978] e Prof. Giorgio Melchiori  [1994], anche sulla base di un precedente studio di Elisa Viani [1902]); allo stesso modo, viene ucciso il Re Amleto! L’Autore individua il documento scritto relativo a tale vicenda italiana; infatti, il Drammaturgo afferma che si tratta di una “storia documentata e scritta in italiano molto elegante” (Amleto III, ii, 256-257). Tale documento, ad avviso dell’A., è il fine e forbito documento giudiziario d’accusa (basato sulla confessione del barbiere del Duca), cioè il “processo ordito da’ ministri d’Urbino”, su ordine di Guidobaldo (figlio del Duca ucciso); “copia” di tale documento fu inviata da uno dei due presunti mandanti,  Luigi Gonzaga (lettera del 17 aprile 1540), insieme con la promessa di alcuni scudi, al “divino” Aretino, in quanto incaricato di studiare la documentazione, nella qualità di vero e proprio remunerato difensore di Luigi Gonzaga, nel processo medesimo, con forte risonanza mediatica. Aretino era, a sua volta, amico del, parimenti toscano, Michelangelo Florio (come da documentato carteggio); e a lui, a Venezia, dovette, verosimilmente, raccontare tale vicenda e soprattutto il fatto di possedere una copia del predetto documento, proveniente da una delle Corti più autorevoli d’Europa, nel quale si accusava espressamente Luigi Gonzaga di essere uno dei mandanti di un avvelenamento che, per le sue modalità, non aveva precedenti; “un caso unico nell’intera storia del teatro e della letteratura (Prof. Giovanni Ricci -2005). Anche John Florio conosceva tale vicenda, che - oltre a essergli stata, verosimilmente, raccontata (o tramandata tramite scritti) dal padre Michelangelo - è, comunque, descritta nelle Lettere inviate da Aretino e in quelle da lui ricevute (che il medesimo Johncertifica di aver letto per predisporre il suo dizionario del 1598 - si veda l’Appendice I, in calce allo studio, riferimenti bibliografici No. 65 e No. 18).
 
 
Aretino (M. Florio’s friend) and the Hamlet’s Italian historical source
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Sabato 09 Novembre 2019 18:18
M.O. Nobili engages in a study on the identification of the document containing the Italian historical source of Hamlet, a work that has an incalculable influence on world culture (for Harold Bloom, “After Jesus, Hamlet is the most cited figure in the Western conscience”).Well-established studies have unequivocally clarified that the Italian historical source of the Hamlet (and, in particular, of the recital at court) is the alleged poisoning, through the ears, of the Duke of Urbino, Francesco Maria I della Rovere, who died on 21 October 1538 (Prof. Geoffrey Bullough [1935, 1978] and Prof. Giorgio Melchiori [1994], also on the basis of a previous study by Elisa Viani [1902]); King Hamlet is equally killed! The Author identifies the written document relating to this Italian story; in fact, the Dramatist states that “The story is extant, and written in very choice Italian” (Hamlet III, ii, 256-257). This document, in the opinion of the Author, is the fine and polished judicial accusatory document (based on the confession of the Duke’s barber), that is the “accusatory procedure prepared by the ministers of Urbino”, by order of Guidobaldo (the murdered Duke’s son); “copy” of this document was sent by one of the two alleged principals, Luigi Gonzaga (letter on April 17th ,1540), together with the promise of some money, to the “divine” Aretino, who was charged with studying such documentation, in his quality of  a Luigi Gonzaga’s remunerated defender, in that complex dispute, with considerable media interest. Even John Florio knew this story, which - besides having been, probably, told (or handed down through writings) by his father Michelangelo - is, however, described in the Letters sent by Aretino and in the Letters that Aretino received (which John himself certifies to have read in order to prepare his dictionary of 1598 - See the Appendix I, at the bottom of the study, bibliographic references No. 65 and No. 18).
 
 
Michelangelo Florio and forgiveness; Shakespeare, “the real dramatist of forgiveness” (Von Balthasar).
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Sabato 09 Novembre 2019 18:15

1. M. O. Nobili examines two important letters, in Latin, sent by M. Florio to Cecil: i) in 1551, he denounced 14 of his parishioners for violation of religion (and recalled the strict Old Testament law); ii) in 1552, for his “act of fornication”, he asked for mercy (and recalled Jesus’ New Law of forgiveness in the New Testament).

 

2.  The play Measure for Measure by the Dramatist (as already perceived by R. Romani and I. Bellini-2012), seems a sort of autobiographical work, on the basis of the story that is documented by the said letters.

 

3. Some passages from Michelangelo’s letter of 1552 (on the themes of justice and mercy, already expressed by Aretino in hisSeven Psalms of 1534 and in his letter to Henry VIII of 1542) are -in an impressive way- found, translated into English, in Portia’s speech in praise of mercy (in The Merchant of Venice )!

 

4. Shakespeare is “the real dramatist of forgiveness”, according to Hans Urs von Balthasar, in his “Excursus: Shakespeare and Forgiveness”; the transition from equalizing justice [i.e., from the Old Testament law of retaliation, “An eye for an eye and a tooth for a tooth”] to mercy is one of the innermost motive forces of his art”.

 

Michelangelo Florio and forgiveness (960.93 kB)

 
Michelangelo Florio e il perdono: Shakespeare, “il vero drammaturgo del perdono” (von Balthasar)
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Sabato 09 Novembre 2019 18:12

1. M. O. Nobili esamina due importanti lettere, in latino, inviate da M. Florio a Cecil: i) nel 1551, egli denunciava 14  suoi parrocchiani per violazione della religione (e richiamava la rigorosa legge del Vecchio Testamento); ii) nel 1552, per un suo “atto di fornicazione”, chiedeva misericordia (e richiamava la Nuova Legge del perdono di Gesù nel Nuovo Testamento).

 

2. L’opera Misura per misura  del Drammaturgo (come già percepito da R. Romani e I. Bellini-2012), sembra una sorta di opera autobiografica, sulla scorta della vicenda documentata nelle citate lettere.

 

3. Alcuni brani della lettera di Michelangelo del 1552 (sui temi della giustizia e della misericordia, da Aretino, già, espressi nei Sette Salmi del 1534 e in una lettera a Enrico VIII del 1542) si ritrovano,in modo impressionante,  tradotti in inglese, nel discorso di Porzia in lode della misericordia (ne Il mercante di Venezia)! 

 

4. Shakespeare è “il vero drammaturgo del perdono”, secondo Hans Urs von Balthasar, nel suo “Excursus: Shakespeare e il perdono; il “trapasso dalla giustizia compensativa [cioè dalla legge veterotestamentaria del taglione, dell’“occhio per occhio, dente per dente”] alla misericordia è una delle molle moventi più profonde dell’arte del Drammaturgo”.

Michelangelo Florio e il perdono (1.37 MB)

 
La “malinconia” di Francesco Spiera (descritta da Pier Paolo Vergerio) e la “malinconia” di Amleto (Spunti per una ricerca).
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Sabato 09 Novembre 2019 18:02

M. O. Nobili, in questo studio avanza una nuova tesi circa la “malinconia” di Amleto. Secondo gli studiosi (Proff. Giorgio Melchiori e Paolo Bertinetti), una “fonte” della “malinconia” di Amleto, sarebbe il Trattato della Malinconia di Timothy Bright (1586). Ad avviso di Nobili, una fonte precedente potrebbe aver influenzato il Drammaturgo: la tragica vicenda  di Francesco Spiera (in Cittadella e Padova), come narrata e pubblicata da Pier Paolo Vergerio nel 1551 a Poschiavo e la cui storia si diffuse in tutta Europa. Lo Spiera, dopo aver pubblicamente abiurato alla sua fede evangelica, cadde in una “maliconia” profonda che lo condusse sino alla morte (1548). Vergerio, profondamente impressionato da tale vicenda (della quale era stato il più importante diretto testimone), evitò di abiurare alla propria fede e fuggì in esilio religionis causa in Svizzera (1549); a Tubinga, Vergerio fu sovrintendente all’educazione di John Florio dal 9 maggio 1563 sino alla propria morte (4 maggio 1565).  

La malinconia di Francesco Spiera (514.2 kB)

 
Francesco Spiera’s “melancholy” (as described by Pier Paolo Vergerio) and Hamlet’s “melancholy"(Ideas for a research).
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Sabato 09 Novembre 2019 17:58

 M. O. Nobili, in this study puts forward a new thesis about Hamlet’s “melancholy”. According to scholars (Prof. Giorgio Melchiori and Paolo Bertinetti), a “source” of Hamlet’s “melancholy” is the Treatise of melancholie by Timothy Bright (1586). According to Nobili, a previous source may have influenced the Dramatist: Francesco Spiera’s tragic history (in Cittadella and Padua), as narrated and published by Pier Paolo Vergerio in 1551 in Poschiavo and whose vicissitude spread throughout Europe. Spiera, after having publicly abjured his evangelical faith, fell into a profound “melancholy” that led him to his death (1548). Vergerio, deeply impressed by this story (of which he had been the most important direct witness), avoided abjuring his faith and fled into exile, religionis causa, in Switzerland (1549); in Tübingen, Vergerio was superintendent of John Florio’s education from 9 May 1563 until his death (4 May 1565).

Francesco Spiera’s melancholy (371.14 kB)

 
The Shakespeare Guide to Italy 2/3
Scritto da Administrator   
Martedì 06 Agosto 2019 00:00

SHAKESPEARE & FLORIO: GUIDE TO ITALY 

"This video explains the relationship between Shakespeare and Commedia dell'arte and the influence of Ruzzante in Shakespeare's plays.

The influences of Commedia dell’arte in Shakespeare and The Chamberlain’s men are unquestionable. 

The first recorded performance of Commedia dell’arte took place in Padua in 1545, performing troupes included the Gelosi, Uniti, and Confidenti. 

One cannot deny the close resemblance of the characters Launce (Two Gentlemen’s) and Launcelot (Merchant of Venice) with their original source: Ruzzante, Angelo Beolco."

 
Michelangelo Florio e John Florio, presentazione vita in sintesi
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Giovedì 20 Giugno 2019 21:29

Di seguito un sintetico schema sulla vita e sulle opere dei Florio come avvio alla conferenza da tenersi presso il Silvano Toti Globe Theatre di Roma il 23 giugno 2019.

Michelangelo Florio e John Florio presentazione vita in sintesi (296.22 kB)

 

 

 
The Shakespeare Guide to Italy 1/3
Scritto da Administrator   
Mercoledì 19 Giugno 2019 18:26

SHAKESPEARE & FLORIO: GUIDE TO ITALY 

In this video Marianna Iannaccone explains the relationship between William Shakespeare and Italy, analysing the book written by Richard Paul Roe "The Shakespeare Guide to Italy" in which Roe  demonstrates that the ‘imaginary’ settings for the ten Italian plays of Shakespeare have presented both specific, and strikingly accurate, details about that country. For the last 500 years, nearly all of the playwright’s descriptions of Italy’s places  and treasures have either gone unrecognised as being true, or have been dismissed as mistaken. John Florio provides the venues that Shakespeare employs in his representations of Italy thereby rendering superfluous any mere physical journey to the peninsula. Shakespeare’s explorations of Italy, its language and culture begin and end within the confines of Florio’s texts. Michelangelo Florio was the source of John’s knowledge of Italy, its customs and traditions.

 
Resolute Iohannes
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Lunedì 03 Giugno 2019 18:01

S. Gerevini e M. O. Nobili (partendo da una ricerca originale di S. Gerevini -2008 - e da alcune intuizioni di S. Paladino -1955) illustrano alcuni spunti di riflessione (per una ricerca più approfondita) circa la possibile individuazione di quell’’“absolute Iohannes  fac totum”, contro cui Robert Greene inveì, nella sua opera “Groats-worth of Witte” (1592), e nel quale, generalmente, gli studiosi hanno ritenuto di riconoscere l’autore delle opere shakespeariane. Con riguardo a tale brano, comunque interessante, di Greene, gli AA. si basano sull’analisi di quattro documenti (compreso  il brano del medesimo Greene):

I) la lettera di referenze in latino (28 settembre 1585), destinata a circolare negli ambienti londinesi, sottoscritta dall’Ambasciatore di Francia a Londra, nella quale Iohannes Florius  è inequivocabilmente descritto (oltre che come istitutore e interprete/traduttore) anche, ma solo saltuariamente, come un vero e proprio “fac totum”;

II) la feroce critica del Resolute Iohannes Florius contro Greene, nel 1591, in occasione della dedica dei suoi Second Frutes (Greene è paragonato a una “mole-hill”- il minuscolo rialzo di terra vicino alla tana di una talpa – essendo Greene considerato da Florio come un poeta di nessun rilievo);

III) l’epistola al lettore del dizionario del 1598, ove John Florio racconta, sostanzialmente, come un suo nemico, “H.S.”, a seguito della pubblicazione dei suoi Second Frutes (1591), avesse modificato (evidentemente sulla base della predetta lettera di referenze) la sua firma di Resolute Iohannes Florius, in Resolute Iohannes fac totum;

IV) l’invettiva di Robert Greene, nel “Groats-worth of Witte” (1592), ove l’epiteto di Resolute Iohannes fac totum (attribuito da “H.S.” a John Florio) viene ulteriormente modificato (per assonanza) in absolute Iohannes fac totum; cioè, giusta questa nostra tesi, Iohannes Florius sarebbe, secondo Greene, solo un absolute fac totum, non un letterato importante, ma uno che è “del tutto”  e soltanto un “mero” fac totum.  Infine, Carla Rossi (2018) rileva come l’espressione inglese Jack of all trades (il cui significato Jonathan Bate- 1997- attribuisce a “Iohannes fac totum”) non sia attestata  sino al 1618.

Resolute Iohannes (932.7 kB)

For English readers, an English abstract is available in the text, as well as  the Authors' translation into English of the cited letter of reference on September 28, 1585.

 
I Florio e Shakespeare
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Lunedì 03 Giugno 2019 17:54

Si tratta della relazione predisposta da Saul Gerevini, Corrado Panzieri e Massimo Oro Nobili sullo stato degli studi concernenti i Florio e Shakespeare, per l’occasione del Secondo dei dibattiti sui Florio (14/02/2019), organizzati da Stefano Reali. Il dibattito si è svolto nella sala del teatro Lo Spazio in Roma, prima della rappresentazione serale della pièce teatrale “La Volpe e il Leone”, ove sono protagonisti assoluti (insieme con Miguel de Cervantes) Michelangelo Florio e il figlio John Florio (due grandi, e poco conosciuti, letterati e lessicografi), i quali raccontando la storia della loro vita, finiscono per affrontare la dibattuta questione della paternità delle opere di Shakespeare. Il dibattito, ampio ed articolato, è stato sapientemente introdotto e moderato da Stefano Reali, in un clima di pacata serenità e rispetto di tutte le idee diversamente e liberamente argomentate, davanti a un pubblico che ha dimostrato grande interesse e partecipazione. Al dibattito hanno preso parte alcuni cultori degli studi sui Florio (Saul Gerevini, Massimo Oro Nobili e Davide Gucci, a sostegno della “tesi Floriana”, relativamente all’attribuzione delle opere shakespeariane); inoltre, un’anglista di chiara fama ha onorato il dibattito con la sua presenza (la Prof.ssa Daniela Guardamagna, a fermo sostegno della tesi “ortodossa”, relativamente all’attribuzione delle opere stesse); infine, Elvira Siringo ha illustrato alcune interessanti, personali tesi circa i Sonetti di Shakespeare.  I dibattiti sui Florio, organizzati da Stefano Reali (e collegati alla sempre più rielaborata e avvincente sua pièce teatrale, e con l’interpretazione di grandi attori!), sono ormai divenuti un importante  e periodico appuntamento per una riflessione su tali importanti e sconosciuti letterati; non resta che auspicare un prossimo, terzo, di questi utili dibattiti!

I Florio e Shakespeare 12 FEBBRAIO 2019 (858.61 kB)

 
Shakespeare&Florio: friendship with Giordano Bruno
Scritto da Marianna Iannaccone   
Giovedì 11 Aprile 2019 00:00

In this video Marianna Iannaccone explains the relationship between Giordano Bruno and William Shakespeare, analysing Bruno’s life and works he published at the French Embassy in London between 1583 and 1585, Shakespeare's work 'Hamlet', and the cryptic, intriguing poem he published in 1601, one year after Bruno’s death: “The Turtle and The Phoenix”. After many years in which Bruno’s name has sadly disappeared in Shakespeare critics books, it’s time to acknowledge his importance for Shakespeare’s works and life. Ultimately, John Florio, friend of both Giordano Bruno and William Shakespeare, is the name that links the English writer with the Italian philosopher, and the key that gave William Shakespeare the access to Giordano Bruno’s works.

 
I sicomori
Scritto da Davide Gucci   
Giovedì 21 Marzo 2019 00:59

In questo articolo Davide Gucci, rispondendo a certi studiosi che obiettano l'esistenza di sicomori a Verona, come suggerito invece nel Romeo e Giulietta di Shakespeare, ricostruisce un percorso storico e botanico che, contrariamente a chi sostiene l'opposto, certifica l'esistenza di sicomori a Verona come indicato da Shakespeare.

Ancora una volta il tentativo di dimostrare la poca competenza che Shakespeare aveva dell'Italia si è vanificata in presenza di dati certi e documentati in maniera opportuna.

I sicomori (424.1 kB)

 
The genesis of John Florio’s first dictionary (1598): ideas for a research
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Sabato 09 Marzo 2019 19:33

Massimo Oro Nobili, on the basis of  the studies by Frances Yates (1934) and by Prof. Lamberto Tassinari (2008), points out that: on the one hand, (i) in the address “To the Reader” of his  first dictionary (1598), John Florio emphasizes  the fundamental importance of his father Michelangelo’s monolingual manuscript Italian dictionary, on the genesis of his own bilingual Italian-English dictionary; on the other hand, (ii) in the “Epistle Dedicatorie” of the same bilingual dictionary, John clearly and openly claims his own exclusive merits in the translation of Italian words into English. It was practically impossible for John to create his first grandiose bilingual vocabulary by himself, without the basis of an extended Italian monolingual dictionary! It is a very important, documentedmodus operandi”: the paternal “materials” are reworked and translated into English by John!  It is amodus operandi”that, in accordance with “the Floriana thesis” by Santi Paladino, will be replicated also in Second Fruits and still in the plays that will be attributed to William of Stratford. 

 

The genesis of John Florio's first dictionary (278.83 kB)

 
La genesi del primo dizionario di John Florio (1598): spunti per una ricerca
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Sabato 09 Marzo 2019 19:32

Massimo Oro Nobili, sulla base degli studi di Frances Yates (1934) e del Prof. Lamberto Tassinari (2008), sottolinea come: da un lato, (i) nell’indirizzo “To the Reader” del suo primo dizionario (1598),  John Florio enfatizza la fondamentale importanza del manoscritto monolingue dizionario italiano del padre di Michelangelo, sulla genesi del proprio dizionario bilingueitaliano-inglese; d’altro lato,  (ii) nell’“Epistle Dedicatorie” dello stesso suo dizionario bilingue, John rivendica, in modo chiaro e netto, i propri esclusivi meriti nella fase della traduzione dei vocaboli italiani in inglese.Era praticamente impossibile per John creare da solo il suo primo grandioso vocabolario bilingue, senza la base di un esteso dizionario monolingue italiano! Si tratta di un documentatomodus operandi”: i “materiali” paterni sono rielaborati e tradotti in inglese da John! Si tratta diun “modus operandi” che, giusta “la tesi floriana” di Santi Paladino, sarà replicato anche nei Second Fruits  e ancora nelle opere teatrali che saranno attribuite a William di Stratford

La genesi del dizionario di John Florio del 1598 (612.03 kB)

 
Il Decameron di Boccaccio e Romeo e Giulietta di Shakespeare
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Sabato 09 Marzo 2019 19:30
Massimo Oro Nobili  prende spunto dal Decameron di Boccaccio - [opera, di cui la prima intera traduzione in inglese, in forma anonima (1620), è ascrivibile, secondo attribuzioni più volte confermate,  a John Florio e che compare fra i libri da lui già letti per il suo primo dizionario del 1598] - e in particolare dalla 4^ novella della 5^ giornata, concernente l’amore fra Caterina e Ricciardo (la “novella dell’usignolo”); l’A. esamina tale novella comica, ritenuta -sulla base di pregressi studi [di Franco Ricordi (2011) e di Laura Orsi (2016)]- ulteriore fonte (accanto alle fonti tradizionali) di Romeo e Giulietta,  sottolineandone i parallelismi (e le differenze) rispetto alla tragica vicenda ambientata a Verona
 
At the beginning of the study, an abstract is also available in English language.
 
 
La volpe e il leone
Scritto da Administrator   
Martedì 05 Febbraio 2019 20:14

Shakespeare vs. Cervantes

La Volpe e il Leone

Chi ha scritto veramente i capolavori firmati da William Shakespeare?

E cosa ha a che fare questo, con Miguel De Cervantes?

Un mistero che dura da quattro secoli…

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Ogni nazione europea ha avuto un proprio Poeta Nazionale che ne ha esaltato la rispettiva Lingua. Dante, Goethe, Cervantes, Montaigne, Shakespeare, hanno scritto opere che li hanno resi dei Poeti Immortali. Ma che sappiamo di loro, come uomini? Chi hanno odiato, chi hanno amato, di cosa hanno avuto paura, in un momento in cui l’Europa era sotto il giogo della Santa Inquisizione, ovvero il più potente e pericoloso nemico della Cultura, e della Vita Umana, che la Storia abbia mai conosciuto?

 

27 ottobre del 1571. In un reparto dell’ ospedale di Messina, il giovanissimo Miguel de Cervantes, che vive da sei anni in Italia, ed è reduce dalla Battaglia di Lepanto, riceve la visita inaspettata di John Florio, un giovane poeta inglese in grado, misteriosamente, di parlare in perfetto italiano. Cervantes è uno spagnolo dal sangue bollente, e forse per invidia, o forse per indignazione, si scatena immediatamente in un conflitto con il suo collega inglese. Cervantes non riesce a spiegarsi perché Florio, che sembra avere un talento sfavillante, non voglia firmare i suoi lavori, e lascia che vengano attribuiti ad un altro. Quale mistero si cela dietro al suo rifiuto di apparire? Ne nasce un duello tra due scrittori che, tranne che sull’amore per la stessa Donna, faranno scontrare i loro due modi di pensare opposti: è meglio esporsi, e rischiare una vita breve, anche da un punto di vista letterario, oppure è meglio nascondersi, e garantirsi tranquillità imperitura, anche se con l’amarezza di vedere attribuita ad un altro la celebrazione del proprio talento? Il duello si scatenerà in accuse, offese, invettive, tradimenti, sarcasmo, sfide di sciabola all’ ultimo sangue, che faranno esplodere uno dietro l’altro una serie di colpi di scena incredibili, ma storicamente documentati, su quanto l’allora nascente Lingua Inglese abbia letteralmente depredato il Rinascimento Italiano. E verrà fatta luce su quella che probabilmente è la più colossale frode letteraria degli ultimi quattro secoli: chi potrebbe nascondersi, in realtà, dietro la firma di William Shakespeare?

 

 
Michelangelo Florio’s incarceration and Hamlet’s Danish “prison”: ideas for a study
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Martedì 05 Febbraio 2019 20:11

"Massimo Oro Nobili outlines some ideas for a research, which correlates the situation of Michelangelo to that of Hamlet: 1) Michelangelo Florio’s incarceration in Tor di Nona, in Rome (with the torments and anguishes of a person accused of heresy, also due to the length of the Inquisition trial, to the delay of justice, which Hamlet also complains about, in his monologue, when he complains about “law’s delay”); 2) and Hamlet’s Danish “prison” (the Dramatist defines Denmark, where the action of drama takes place, not as an abstract entity, but as a real “prison”, architecturally structured in “many confines, wards, and dungeons”).

Michelangelo Florio's incarceration (278.46 kB)

 
La carcerazione di Michelangelo Florio e la “prigione” danese di Amleto: spunti per una ricerca
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Martedì 05 Febbraio 2019 20:10

"Massimo Oro Nobili tratteggia alcuni spunti per una ricerca, che correli la situazione di Michelangelo e quella di Amleto: 1) la carcerazione di Michelangelo Florio in Tor di Nona, in Roma (coi tormenti e le angosce di un inquisito, dovuti anche alla lentezza del processo dell’Inquisizione, a quel ritardo della giustizia, di cui si lamenta anche Amleto, nel suo monologo, quando si duole del “law’s delay”); 2) e la “prigione” danese di Amleto (il Drammaturgo definisce la Danimarca, ove si svolge l’azione del dramma, non come un’entità astratta, ma come una vera “prigione”, architettonicamente strutturata in “molte celle, bracci e prigioni sotterranee”).

La carcerazione di Michelangelo Florio e Amleto (540.73 kB)

 
L'inusuale lemma "Florio"
Scritto da Ilaria Colombo e Massimo Oro Nobili   
Giovedì 24 Gennaio 2019 20:11

Gli AA. investigano il lemma “Florio” (già indagato da Vito Costantini) del dizionario di Florio del 1611, definito come un uccello che, col proprio fischio, mette in fuga il cavallo. Gli AA. confutano uno studio del 2018, per cui la definizione del lemma riguarderebbe il volatile “Florus” (“Anthos” per i greci), che imita il verso dei cavalli  e li metterebbe in fuga; ma la bibliografia, ivi citata, evidenzia che tale “Florus”  fugge dai cavalli (e non viceversa)! Per gli AA., il volatile del lemma (un forzato neologismo che trasforma il latino “Florus” nel  cognome italiano di “Florio”) sarebbe un’invenzione di  Florio, un incrocio dei caratteri dei due unici volatili, denominati “Florus” da Conrad Gessner,  nel  suo libro sugli uccelli (letto da John e neanche citato nello studio del 2018!): 1) il “Florus”, cacciatore d’api; 2) il citato “Florus/Anthos”. Per gli AA., la metafora del lemma (ove si segua la “tesi Floriana” di Santi Paladino) è l’augurio che il cognome “Florio” (incastonato nel dizionario) non cada nell’oblio e  tutti i suoi meriti siano un giorno rivelati; simile all’augurio di Florio (1611), “giocato” ancora sul suo cognome:“ floreat ultra FLORIUS”, “che FLORIO continui a fiorire oltre”, anche dopo il 1611!

L'inusuale lemma Florio (973.62 kB)

 

 
A 500 anni dalla nascita di Michelangelo Florio: Aretino, i Florio, Amleto
Scritto da Administrator   
Domenica 23 Settembre 2018 11:23

Nel presente studio, Massimo Oro Nobili:

1) celebra il 500° anniversario della nascita di Michelangelo Florio, di cui lo stesso Autore, per la prima volta (nel suo studio, pubblicato nel maggio 2017), ha correttamente individuato l’anno di nascita nel 1518, sulla base di una corretta lettura dell’Apologia di Michelangelo;

2) conferma che Michelangelo Florio “fiorentino” e fra’ Paolo Antonio “fiorentino” o “da Figline” sono la stessa persona;

3) pubblica e commenta una prima edizione del “carteggio” tra fra’ Paolo Antonio (alias Michelangelo Florio) e Pietro Aretino;

4) sottolinea l’influenza di Aretino sui dizionari di John Florio;

5) sottolinea l’influenza di Aretino sulle opere di Shakespeare e, in particolare, sull’Amleto.

 

A 500 anni dalla nascita di Michelangelo Florio (1.79 MB)

 
The 500th anniversary of Michelangelo Florio’s birth: Aretino, the Florios and Hamlet
Scritto da Administrator   
Domenica 23 Settembre 2018 11:22

In the present study, Massimo Oro Nobili:

1) celebrates the 500th  anniversary of the birth of Michelangelo Florio, of whom the same Author, for the first time (in his study, published in May 2017), correctly identified the year of birth in 1518, on the basis of a correct reading of Michelangelo’s Apologia;

2) confirms that Michelangelo Florio “Florentine” and Friar Paolo Antonio “Florentine” or “from Figline” are the same person;

3) publishes and comments on a first edition of the “correspondence” between Friar Paolo Antonio (alias Michelangelo Florio) and Pietro Aretino;

4) points out the influence of Aretino on the dictionaries of John Florio;

5) points out the influence of Aretino on the works of Shakespeare and, in particular, on Hamlet.

 

A wide English summary is available; the entire text is available in Italian.

 

The 500th anniversary of Michelangelo Florio’s birth (443.31 kB)

 
''Shakespeare era Inglese?'' di Alicia Maksimova
Scritto da Saul Gerevini   
Mercoledì 11 Aprile 2018 13:09

"Was Shakespeare English?" offre un punto di vista nuovo, audace e controverso sull'identità del grande drammaturgo. Russa di origine, la regista londinese Alicia Maksimova, ci accompagna in un viaggio coinvolgente dallo Stretto di Messina a Venezia, Verona, Stratford-upon-Avon, e ancora in Sicilia per un mesmerico finale sulla piccola isola eolia che ha ispirato The Tempest. Diario di viaggio seducente, splendidamente girato e provocatoriamente sostenuto, questo audace docu-viaggio offre uno Shakespeare che è sia una patata bollente per il nostro tempo sia un artista supremo per secoli. 

97 minuti, 2016.

Alicia Maksimova ha creato un capolavoro. 

Questo non lo dico per farle un complimento di circostanza, vedendo il suo film si capisce che considerarlo un capolavoro è una semplice constatazione. Motivo però la mia affermazione evitando cosi di sembrare celebrativo in modo fittizio. Intanto comincio con il dire che il film è commovente data la bellezza delle immagini, che prese singolarmente sono bellissime fotografie - mi hanno ricordato, in certi momenti, i fermi immagini delle ville inglesi in Barry Lindon di Stanley Kubrick. Si denota così la profonda sensibilità e preparazione artistica di questa regista, sensibilità, soprattutto, che riesce a far vibrare l'essenza della bellezza nell'animo dello spettatore. 

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''Was Shakespeare English?'' di Alicia Maksimova
Scritto da Saul Gerevini   
Mercoledì 11 Aprile 2018 13:09

"Was Shakespeare  English?" offers a fresh, daring and controversial view of the great playwright's identity. Russian-born, London-based director Alicia Maksimova, takes us on an enthralling voyage from the Strait of Messina to Venice, Verona, Stratford-upon-Avon, and back to Sicily for a mesmeric finale on the little Aeolian island which inspired The Tempest.  Enticing travelogue, beautifully shot and provocatively argued, this bold docu-journey offers a Shakespeare who is both a hot potato for our times and a supreme artist for the ages.

97 minutes, 2016. 

Alicia Maksimova has created a masterpiece. I say this not as casual praise, but because I realise that her film, once seen, can only be considered a masterpiece. Let me back up my assertion so that it doesn't appear to be a generic celebration.

First of all, the film is moving because of its visual beauty, its splendid images at times reminded me of the shots of English country houses in Stanley Kubrick's Barry Lyndon.

It's the evidence of the profound sensitivity and artistic flair of this director, a sensitivity that makes the very essence of beauty resonate in the soul of the spectator.

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The Shakespeare case: the influence of Titian and Pietro Aretino (Michelangelo Florio’s friend)
Scritto da Administrator   
Domenica 21 Gennaio 2018 21:51

The present study, after a wide Introduction on the “Shakespeare Case” and the “Floriana Thesis” by Santi Paladino, contains some observations on the relationship between the Shakespearean theater and the visual arts; thus,  in the light of the canon of “complementarity” between the visual arts (in particular, the Titian’s portraits) and the Aretino’s sonnets, which were prepared to explain, by means of the words, the “invisible conceit” conveyed in these portraits. Subsequently the possible influence of two Titian’s paintings on two Dramatist’s works is emphasized: 1) Titian’s painting, Venus and Adonis and the homonymous Dramatist’s poem; 2) Titian’s portrait of the Duke of Urbino - the “Gonzago” in  Hamlet - and the Shakespearean representation of the ghost of King Hamlet, all armed and frowned.

 

A wide English summary is available; the entire text is available in Italian.

The Shakespeare case (380.73 kB)

 
Il caso Shakespeare: l’influenza di Tiziano e Pietro Aretino (amico di Michelangelo Florio)
Scritto da Administrator   
Domenica 21 Gennaio 2018 21:50

Il presente studio, dopo un’ampia premessa sul “Caso Shakespeare” e la c.d. “Tesi Floriana” di Santi Paladino, contiene alcune osservazioni sui rapporti fra il teatro Shakespeariano e le arti visive, in generale, alla luce del canone della “complementarietà” fra le arti visive (in particolare, i ritratti del Tiziano) e i sonetti dall’Aretino composti a corredo di tali ritratti, per spiegare, con le parole, l’“invisibile concetto” in essi contenuto. Successivamente si sottolinea la possibile influenza di  due dipinti del Tiziano su  due opere del Drammaturgo: 1) il dipinto di Tiziano Venere e Adone e l’omonimo poemetto del Drammaturgo; 2) il ritratto tizianesco del Duca di Urbino - il “Gonzago” dell’Amleto - e la rappresentazione shakespeariana del fantasma del Re Amleto, tutto armato e accigliato.

Il caso Shakespeare (2.79 MB)

 
William Shakespeare e la città di Messina
Scritto da Administrator   
Giovedì 23 Novembre 2017 19:20

Questo libro di Nino Principato allarga compiutamente gli orizzonti sull'idea di uno Shakespeare italiano, e i dubbi su Shakespeare come un autore puramente Inglese aumentano.

William Shakespeare e la citta di Messina

 
Storia di un manoscritto
Scritto da Ilaria Colombo   
Domenica 30 Luglio 2017 10:09

I fatti storici narrati nell’opera di Michelangelo Florio Historia de la vita e de la morte de l’Illustriss. Signora GIOVANNA GRAIA, edita a Middelburg da Richardo Pittore nel 1607, riguardano il periodo di prigionia di Jane Grey, la sua condanna a morte e l’esecuzione per decapitazione. In questo scritto mi propongo di ricostruire la storia del manoscritto di quest’opera, composta quasi interamente negli anni Sessanta de Cinquecento nei Grigioni, ma stampata quasi cinquant’anni dopo in Olanda. Inoltre l’attento studio dei contenuti e delle caratteristiche stilistiche dell’opera, mi hanno portato a correggere le idee sulla paternità della sesta ed ultima parte, su cui mi esprimerò, cercando di elencare al meglio i motivi del mio pensiero in questo breve saggio.

(Ilaria Colombo)

Storia di un manoscritto (146.34 kB)

 
I luoghi italiani di Shakespeare
Scritto da Administrator   
Domenica 23 Luglio 2017 13:50

Con questo nuovo articolo Davide Gucci, dopo averci parlato di Giulio Romano in The Winter Tale,  ci guida alla scoperta della Firenze descritta da Shakespeare in Tutto è bene ciò che finisce bene.

I luoghi italiani di Shakespeare (144.28 kB)

 
La metafora in Shakespeare
Scritto da Mariangela Rita Di Luzio   
Domenica 23 Luglio 2017 13:48

In questa ricerca la scrittrice Mariangela Rita Di Luzio affronta il tema di come Shakespeare ha usato la metafora nella elaborazione dei suoi testi.

La metafora in Shakespeare (1.24 MB)

 
Alberico Gentili e John Florio
Scritto da Administrator   
Sabato 27 Maggio 2017 13:04

Autorevoli studiosi della vita e delle opere di John Florio hanno sottolineato come vi sia una prova documentale e inconfutabile, che dimostra l’importante rapporto di amicizia e di stima che legò i due grandi esuli a Londra, per motivi di religione, il Giurista Alberico Gentili e il letterato John Florio.

Ci si intende riferire alla presenza, di un sonetto di Alberico Gentili, che fu pubblicato da John Florio, nel suo dizionario del 1611, intitolato Queen’s Anna New Worlde of Wordes1; tale dizionario del 1611, seguiva a quello precedente di John Florio del 1598, intitolato A Worlde of Wordes .

Il sonetto di Alberico Gentili è pubblicato subito dopo il frontespizio dell?opera e dopo le due dediche dello stesso John (in italiano e in inglese) indirizzate alla Regina Anna d?Inghilterra, moglie del Re Giacomo I.

Gentili e Florio (364.8 kB)

 
William Shakespeare e i Florio, Michelangelo e John
Scritto da Administrator   
Martedì 16 Maggio 2017 20:34

Nell’estate del 2016 il ricercatore Corrado Sergio Panzieri ha pubblicato i risultati delle sue ricerche sulla vita di William Shakespeare e sui suoi rapporti con i due Florio, Michelangelo e suo figlio John.

La sua opera “Il caso Shakespeare e la revisione biografica dei Florio” si conclude con il suggerimento di sottoporre a revisione la biografia del Bardo, ormai non più in linea con gli esiti delle più recenti ricerche.

Questa proposta viene giustificata anche dagli esiti degli studi condotti da Saul Gerevini che nella sua pubblicazione del 2008, ''William Shakespeare, ovvero John Florio…'', così come nella sua “Open Letter” del 2014, ha messo in risalto i conflitti letterari, se non addirittura le vere e proprie guerre, tra John Florio e un gruppo di universitari tra cui primeggiano Robert Greene e Thomas Nashe, conflitti le cui dinamiche portano a rivelare John Florio come l'alterego di Shakespeare.

La proposta di Panzieri vuole mettere in luce le sorprendenti evidenze scaturite dalle analisi fatte sui testi di diverse opere del periodo così detto 'Elisabettiano' sottoposte dai due ricercatori, cofondatori dell'Istituto Studi Floriani4, ad originali verifiche letterarie, storiche e geografiche.

L’esegetica cui sono stati sottoposti i testi di Shakespeare ha rilevato che, diversamente da ciò che si sostiene da parte di molti accademici, l'autore oltre ad essere un genio era anche un erudito letterato, afferratissimo nella cultura greco-romana.

Tralasciando insignificanti imprecisioni, comunque sottolineate a gran forza dai sostenitori dell'attore di Stratford, William Shaksper5, appare anche innegabile che William Shakespeare fosse un profondo conoscitore delle tante città e dei numerosi luoghi descritti negli scenari dei testi in questione.

Inoltre era un singolare personaggio, non solo molto introdotto nella nobiltà Inglese e con uno spiccato interesse per la “questione della lingua” ma anche particolarmente influenzato dalla novellistica rinascimentale italiana che conosceva in maniera inusuale rispetto agli altri autori dell'epoca.

William Shakespeare e i Florio, Michelangelo e John (1.2 MB)

 
Michelangelo Florio e Venezia
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Venerdì 12 Maggio 2017 18:19

Nel presente lavoro si cercherà di dimostrare come la seconda parte della frase "Venetia, chi non ti vede non ti pretia, ma chi ti vede ben gli costa"assumesse un significato pregnante, per Michelangelo Florio, in relazione alla sdegnata e inconfutabilmente documentata invettiva scagliata contro Venezia, dal più famoso predicatore italiano della Riforma protestante, Bernardino Ochino, nella quaresima del 1542.

Con un'appendice documentaria, che contiene anche una lettera datata 23 gennaio 1552, in latino, indirizzata da Michelangelo a Lord Cecil, segretario del re inglese Edoardo VI (con traduzione in italiano); è assolutamente sorprendente notare (vedi. pp. 17-18) come concetti e parole, scritti in latino da Michelangelo (che chiedeva a Cecil misericordia per un atto di impurità), siano letteralmente riprodotti in inglese dal Drammaturgo nel discorso fondamentale di Porzia sulla lode della misericordia ne "Il mercante di Venezia".

Michelangelo Florio e Venezia (1.03 MB)

 

 
Michelangelo Florio and Venice
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Venerdì 12 Maggio 2017 18:19

This paper will try to demonstrate how the second part of the sentence "Venetia, chi non ti vede non ti pretia, ma chi ti vede ben gli costa" had pregnant significance for Michelangelo Florio, in connection with the indignant and irrefutably documented invective that was hurled against Venice by the most famous Italian preacher of the Protestant Reformation, Bernardino Ochino, during Lent of 1542.

Wide summary of the 2017 Italian study, with a Documentary Appendix, which contains a letter dated January 23rd , 1552, in Latin, addressed by Michelangelo to Lord Cecil, Secretary of the English King Edward VI (with translation into English); it is absolutely striking to note how concepts and words, written in Latin by Michelangelo (who asked Cecil for mercy for an act of uncleanness), are literally reproduced in English by the Dramatist in Portia’s fundamental speech on praise of mercy in “The Merchant of Venice”.

Michelangelo Florio and Venice (490.83 kB)

 

 
Giulio Romano in The Winter's Tale
Scritto da Administrator   
Domenica 29 Gennaio 2017 17:46

L’opera è stata testé completata dopo anni di lavoro

da quel raro maestro italiano Giulio Romano,

che se avesse il dono dell’immortalità e potesse infondere

un alito di vita alle sue opere, ruberebbe il mestiere alla natura,

tanto la sa imitare a perfezione; ed ha scolpito Ermione così vera,

che a quel marmo si può quasi parlare

-e attenderne risposta, a sentir dire-

Atto V, scena II

 

The Winter's Tale (184.4 kB)

 
Cervantes e Shakespeare a Roma
Scritto da Administrator   
Giovedì 17 Novembre 2016 11:51

Cervantes e Shakespeare a Roma

 
Istituto Studi Floriani
Scritto da Administrator   
Giovedì 17 Novembre 2016 11:47

The institute's mission is to give information about Michelangelo Florio and his son Giovanni, best known as John Florio.

There are relevant facts that should be known by students and reserchers of English reinassance literature about Florio, Father and son, in other to have a better understanding of what Shakespeare is.

In fact Istituto Studi Floriani (ISF from now on) belives that Michelangelo and John Florio's works are fundamental in tracking those events that lead to draw a better picture of William Shakespeare.

The researches of Oxford University that lately certify Shakespeare as a collaborative playwright, mainly with Marlowe - and Thomas Nashe according to ISF's studies - in Henry the VI, gives right to ISF to introduce its studies about the authorship of Shakespeare's works since ISF has always presented William Shakespeare not as a person but as a collaboration between diverse writers.

Anyway ISF indicates in John Florio the final organized and writer who prepared the works that bear William Shakespeare's names .

To cut a long story short, here we will give a very syntethic path of ISF's studies on John Florio and Shakespeare.

Download the full article:

Istituto Studi Floriani (58.75 kB)

 
Intervista radiofonica sulla identità letteraria di Shakespeare.
Scritto da Administrator   
Mercoledì 09 Novembre 2016 09:59

In questa intevista radiofonica ascoltiamo il Professor Leahy, della Brunel University di Londra, che parla della authorship dei testi di Shakespeare.

Dopo di lui, nella stessa intevista, ascoltiamo Saul Gerevini che parla di John Florio e del perché Gerevini pensa che Florio e Shakespeare siano la stessa identità a livello letterario. 

Ascolta l'intervista su www.rsi.ch

 
Shakespeare to Italy ai tempi della Riforma
Scritto da Administrator   
Sabato 05 Novembre 2016 10:44

L’Istituto Studi Floriani (www.shakespeareandflorio.net), Venerdì 11 novembre 2016 alle ore 17.00 a Chiavenna - presso la libreria John Florio & co. nel palazzo Castelvetro in via Dolzino, 10 - organizza la presentazione del nuovo libro di Corrado Sergio Panzieri:

“Il caso Shakespeare e la revisione biografica dei Florio”

Sarà presente Saul Gerevini - profondo conoscitore del teatro scespiriano e autore di numerose pubblicazioni anche in lingua inglese - per fare il punto sul confronto internazionale relativo alla questione floriana e alle opere di Shakespeare.

Segue dibattito con esponenti delle istituzioni locali.

Shakespeare to Italy ai tempi della Riforma (731.55 kB)

 
Articolo su Focus
Scritto da Administrator   
Sabato 12 Marzo 2016 18:31

Cari lettori, abbiamo il piacere di annunciarvi che la rivista Focus, nel numero di questo Marzo, ha dedicato un articolo alle ricerche condotte su Shakespeare e Florio dall'Istituto Studi Floriani di cui Corrado Panzieri, intervistato da Focus, ed io, Saul Gerevini, siamo i cofondatori.

Questo riconoscimento alle nostre ricerche ci fa sperare che nel futuro ci sia più considerazione, soprattutto in Italia, per quel grande personaggio che fu John Florio.

img 2223

 
Brevi note informative riguardo alla collaborazione teatrale tra William Shakespeare e John Florio.
Scritto da Administrator   
Sabato 20 Febbraio 2016 11:37

Le ricerche esposte nel sito www.shakespeareandflorio.net, prodotte in larga misura dall'Istituto Studi Floriani i cui soci fondatori sono Corrado Panzieri e Saul Gerevini, vertono sul fatto che John Florio e l'attore di Stratford William Shaksper hanno lavorato insieme nel produrre e nel rappresentare le opere a marchio "William Shakespeare". In questo articolo esporrò brevemente il mio punto di vista su questa collaborazione, chiarendo fin da adesso che, come vedremo, Florio era quello che scriveva i testi e Shaksper quello che li rielaborava e li metteva fisicamente in scena, come regista e attore, insieme alla sua compagnia.

Note collaborazione. (152.27 kB)

 
John Florio – Was he Shakespeare’s first and most important collaborator?
Scritto da Administrator   
Giovedì 31 Dicembre 2015 14:00

If you are familiar with the works of John Florio, his translation of Montaigne’s essays for example, it is hard to resist the notion that he and Shakespeare must have been close friends because his style, ideas and language leap from the pages of Shakespeare’s early plays in multitude. Literary evidence aside, I aim to show here that the historical record and contemporary writings confirm this relationship. Florio is the flamboyant Italian character ‘Gullio’ of the famous comedy sketch produced by Cambridge students in the early 1600s, “The News from Parnassus, Part Two” in which he cries “sweet Mr. Shakespeare, I will have his picture in my study at Court”.

 

John Florio Was he Shakespeares first and most important collaborator (543.23 kB)

 
Preface
Scritto da Giulia Harding   

    Globe

Il famoso Globe Theatre dove venivano recitate le opere di Shakespeare.

READ IN THE "SHAKESPEARE'S FRIENDS" SECTION THE ARTICLES OF THE AUTHORS WHO PARTICIPATE AT THE PROJECT OF DEVELOPING A BETTER UNDERSTANDING OF SHAKESPEARE'S IDENTITY. LOOK IN THE 'DOWNLOADS' SECTION FOR MORE ARTICLES.

Preface written by Giulia Harding, italian translation by Saul Gerevini

My contribution to this website aims to demonstrate that there is considerable evidence that Shakespeare and Florio were more than passing friends.  The two became literary collaborators;

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Open letter to Stratfordians and Antistratfordians
Scritto da Administrator   
Sabato 06 Dicembre 2014 21:32

Recently I have read some works written by Prof. Stephen Greenblatt and Prof. Lamberto Tassinari in which they postulated a negative relationship between William Shaksper (the actor from Stratford thought to have written William Shakespeare's works) and John Florio, one of the most significant cultural figure of the Elizabethan age. Greenblatt reports it in the introduction of his book "Shakespeare's Montaigne" (2014), while Tassinari writes about it in "Shakespeare è il nome d'arte di John Florio" (2008). Unfortunately for them a bad relationship between Florio and Shaksper is impossible since they were close friends and collaborators.

Download the rest of the article below:

Open letter (812.14 kB)

 
Brunel Shakespeare authorship course
Scritto da Administrator   
Sabato 13 Settembre 2014 20:25

Brunel Shakespeare authorship course. Why they do it?
English scholars are not so sure about Shakespeare's identity?
Well, Sir Derek Jacoby and Mark Rylance are not, for instance.

Brunel Shakespeare authorship cuorses (799.57 kB)

 
Shakespeare e Soglio
Scritto da Administrator   
Domenica 19 Gennaio 2014 16:10

Nei testi di Shakespeare, e precisamente nel sonetto 33  del canzoniere scespiriano, c'è un insospettabile riferimento alla città di Soglio.

Soglio è un piccolo paesino incastonato nelle alpi svizzere, in Val Bregaglia, dove John Florio e suo padre Michelangelo hanno vissuto in esilio per anni.

Da questo paesino è possibile ammirare il fenomeno descritto all'inizio del sonetto 33. 

Shakesperare e Soglio (764.32 kB)

 
The genesis of "Romeo and Juliet"
Scritto da Administrator   
Lunedì 06 Gennaio 2014 16:54

English Queen Jane Grey is Juliet of “Romeo and Juliet”
In these brief notes we will try to demonstrate how the tragic play “Romeo and Juliet” by
Shakespeare reports the same contents and words of the story written in Italian language by
Michelangelo Florio in 1561 (and published in 1607, shortly after Michelangelo’s death),
about the life and death of Lady Jane Grey, his preferred pupil!

The genesis of Romeo and Juliet (2.29 MB)

 
La genesi di "Romeo e Giulietta"
Scritto da Administrator   
Lunedì 06 Gennaio 2014 16:52

La Regina d’Inghilterra Jane Grey è la Juliet di “Romeo and Juliet”
In queste brevi note cercheremo di dimostrare come l’opera tragica “Romeo and Juliet” di
Shakespeare ricalchi nei contenuti e nelle parole il racconto scritto in lingua italiana da
Michelangelo Florio nel 1561 (e pubblicato poco dopo la sua morte nel 1607), sulla vita e
morte di Lady Jane Grey, la sua allieva preferita!

La genesi di Romeo e Giulietta (2.29 MB)

 
Florio e misura per misura
Scritto da Administrator   
Sabato 27 Luglio 2013 12:42

Le presenti brevi note prendono lo spunto dallo splendido libro che Roberta Romani e Irene Bellini hanno recentemente pubblicato a fine 2012 (per gli Oscar Mondadori) “Il segreto di Shakespeare – Chi ha scritto i suoi capolavori?”, che dimostra di condividere molte delle tesi sostenute negli studi pubblicati in questo sito da sinceri e disinteressati amatoriali “appassionati” della questione dell’“authorship”, della “paternità delle opere di Shakespeare”

Florio e misura per misura (2.15 MB)

 
Sintesi biografica Michel Agnolo Florio
Sabato 18 Maggio 2013 10:49

Sintesi della biografia del personaggio storico Michel Agnolo Florio, letterato toscano del XVI secolo, e di suo figlio John nato a Londra. La loro vita e la comune importanza delle loro opere è stata volutamente ignorata dalla storia e dalla letteratura europea. La storia della loro vita è stata ricostruita, non senza difficoltà, dopo lunghe ricerche che datano dal secondo decennio del Novecento fino ai nostri giorni.

Gli esiti delle ricerche hanno messo in dubbio i ruoli avuti dai letterati cui è stata tradizionalmente attribuita la titolarità e la stessa genesi della drammaturgia elisabettiana.

Sintesi biografica Michel Agnolo Florio (457.29 kB)

 
Intervista a Corrado Panzieri
Scritto da Administrator   
Sabato 11 Maggio 2013 10:45

Il quotidiano online svizzero "La Bregaglia" ha recentemente pubblicato un articolo/intervista al co-fondatore del Centro Studi Floriani Corrado Panzieri.

Questo il link per accedere all'articolo: http://www.labregaglia.ch/?p=43219

 
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