Martedì 30 Novembre 2021
John Florio:da Gl’Ingannati (Accademia degli Intronati di Siena) a “Twelfth Night” (Shakespeare)
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Lunedì 26 Ottobre 2020 19:02

Massimo Oro Nobili ripercorre tutta una serie di autorevoli studi, che si sono pronunciati circa la fonte di Twelfth Night, rinvenibile nella commedia de “Gl’Ingannati” (Accademia degli Intronati), pubblicata, nelle edizioni del ‘500, in “dittico”, col titolo “Sacrificio, Comedia” (che John Florio certifica di aver letto per il dizionario del 1611). Nobili dimostra anche come John Florio avesse correttamente tradotto in inglese, nei suoi dizionari, numerose parole dialettali del volgare italiano del ‘500, contenute ne “Gl’Ingannati” e ritiene, in base a numerose considerazioni, che proprio John Florio fosse il “trait d’union” fra Gl’Ingannati e Twelfth Night e l’unico in grado di comprendere perfettamente la splendida commedia degli Intronati e di rielaborarla innovativamente, in inglese (ma mantenendone sostanzialmente invariata la trama), in Twelfth Night.

Gl'ingannati (1.19 MB)

 
Gustavo La Volpe recita "Johannes factotum Shake-Spear's"
Scritto da Administrator   
Lunedì 28 Settembre 2020 20:45

 
John Florio e il "complotto" per uccidere Amleto
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Lunedì 28 Settembre 2020 20:40

Saul Gerevini e Massimo Oro Nobili riprendono, in queste brevi note, un interessante tema già acutamente segnalato da Saul Gerevini, ben dodici anni fa, nel 2008: quello della rappresentazione, nella trama dell’Amleto, di una delle operazioni spionistiche storicamente più avvincenti, quella che rese possibile sventare un complotto, ordito da Anthony Babington, per uccidere la Regina Elisabetta. Si trattò di un’operazione spionistica straordinaria, che ebbe il proprio “crocevia” proprio in quell’Ambasciata francese ove John Florio era operativo!  L’inserzione di tale sensazionale vicenda nell’Amleto appare come una sorta di firma, di autobiografica impronta di John Florio!

Il complotto per uccidere Amleto (518.79 kB)

 
UN "ACCIDENTE ISTRANO", ovvero Un racconto verosimile sulla genesi di Amleto
Scritto da Massimo Oro Nobili e Marianna Iannaccone   
Giovedì 21 Maggio 2020 06:06

Quello che qui si riferisce è un racconto. Ma si tratta di un racconto che Marianna Iannaccone e Massimo Oro Nobili basano su inoppugnabili documenti esistenti; un racconto del tutto verosimile a quanto potrebbe essere realmente accaduto. Un incontro che sarebbe avvenuto a Venezia tra i due amici, di vecchia data, Pietro Aretino e Michelangelo Florio, nel quale Aretino avrebbe rivelato a Florio la vicenda del presunto avvelenamento del Duca d'Urbino per via auricolare; una morte della quale Aretino conosceva ogni risvolto e che aveva definito  come un “accidente istrano”. Nel racconto, Aretino, alla fine dell’incontro, addirittura mostrerà a Michelangelo, stupefatto, un documento prezioso, documentatamente in suo possesso:  il  forbito processo d’accusa dei dotti giureconsulti d’Urbino, nel quale si descriveva dettagliatamente l’inusitato avvelenamento del Duca… che (guarda caso!) sarebbe divenuto, qualche decennio dopo, la fonte storica italiana del teatrale avvelenamento, per via auricolare, del Re Amleto. E’, in conclusione, il racconto di un incontro, che sarebbe stato talmente importante e significativo, al punto che  Michelangelo avrebbe sentito l'assoluta urgenza di narrarlo a suo figlio Giovanni, pochi giorni prima che questi, abbandonando l’ala paterna,  avesse iniziato la sua formativa esperienza di studi a Tubinga. 

Un accidente istrano (1.06 MB)

 
Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Giovedì 21 Maggio 2020 05:58

Si tratta di un ampio studio di Massimo Oro Nobili: il “fil rouge” è la recente splendida mostra “Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento” (Uffizi-27.11.2019/1°.3.2020). L’eccezionale “Catalogo” della mostra (a opera dei curatori, Anna Bisceglia, Matteo Ceriana, Paolo Procaccioli) è posto a confronto con l’analogo “Catalogo” (a cura di Jonathan Bate e Dora Thornton) per la mostra su “Shakespeare staging the world” (British Museum -2012). Nobili propone di allestire, in futuro, una nuova mostra (col coinvolgimento anche di anglisti), con riguardo a “L’influenza di Aretino e Tiziano sulle opere di Shakespeare: Hamlet, Winter’s Tale, Venus and Adonis”. Ad avviso di Nobili, il “trait d’union” (con le opere shakespeariane) è John Florio (un “ghost-writer”, proprio come già era stato anche Aretino), ritenuto, come il più grande, insuperato e documentato, studioso di Aretino di tutti i tempi. Tre gli esempi dell’auspicata nuova mostra:

1) Il ritratto tizianesco (con sonetto aretiniano) del Duca d’Urbino Francesco Maria della Rovere (Uffizi), che influenzò (G. Bullough, 1935) la descrizione shakespeariana del Re Amleto, avvelenato per via auricolare, come si riteneva lo fosse stato il Duca.

2) Il ritratto “tizianesco” di Giovanni dalle Bande Nere (Gian Paolo Pace - Uffizi), nei cui colori  della vita il “calco” mortuario in gesso del volto di Giovanni (opera di Giulio Romano) “resuscita”, come narrato da Aretino (Corrado Ricci-1929): una vicenda commoventissima che, grazie a John Florio, pervenne nel “Racconto d’Inverno” shakespeariano, ove la statua della Regina Ermione (anch’essa - guarda caso! - opera di Giulio Romano!), parimenti “prende vita”.

3) Il poemetto shakespeariano “Venere e Adone” (1593), che (Erwin Panofsky, 1969) non è altro che  la “parafrasi del dipinto Venere e Adone” di Tiziano (la copia in Palazzo Barberini- N. Magri 2014), proprio come i componimenti ecfrastici di Aretino relativi ai ritratti tizianeschi! Appare, infatti, non più eludibile approfondire gli studi sull’influenza di Aretino (e Tiziano) sulle opere shakespeariane, che tuttora condizionano fortemente l’attuale cultura mondiale.

Note sulla mostra Aretino (4.7 MB)

 
The White Devil
Scritto da Marianna Iannaccone   
Giovedì 21 Maggio 2020 05:50

In this study, Dr. Iannaccone Marianna analyses the connection between John Florio and the poet and playwright John Webster. More specifically, Iannaccone explores a theme already examined by Webster scholars Boklund and Bradbrook, who identified in Florio's work A letter lately written from Rome, the source for the play The White Devil, proposing Florio as the intermediary and collaborator of Webster. 

Iannaccone deepens these studies and examines Florio's work discovering other fundamental elements in the play that can be traced back to him. One of these is the meeting he had in 1601 with Virginio Orsini, second Duke of Bracciano, an event gloriously celebrated at court by Queen Elizabeth, that Florio mentioned in Webster's work The White Devil.

The White Devil (140.8 kB)

 
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