Sabato 27 Febbraio 2021
L'inusuale lemma "Florio"
Scritto da Ilaria Colombo e Massimo Oro Nobili   
Giovedì 24 Gennaio 2019 20:11

Gli AA. investigano il lemma “Florio” (già indagato da Vito Costantini) del dizionario di Florio del 1611, definito come un uccello che, col proprio fischio, mette in fuga il cavallo. Gli AA. confutano uno studio del 2018, per cui la definizione del lemma riguarderebbe il volatile “Florus” (“Anthos” per i greci), che imita il verso dei cavalli  e li metterebbe in fuga; ma la bibliografia, ivi citata, evidenzia che tale “Florus”  fugge dai cavalli (e non viceversa)! Per gli AA., il volatile del lemma (un forzato neologismo che trasforma il latino “Florus” nel  cognome italiano di “Florio”) sarebbe un’invenzione di  Florio, un incrocio dei caratteri dei due unici volatili, denominati “Florus” da Conrad Gessner,  nel  suo libro sugli uccelli (letto da John e neanche citato nello studio del 2018!): 1) il “Florus”, cacciatore d’api; 2) il citato “Florus/Anthos”. Per gli AA., la metafora del lemma (ove si segua la “tesi Floriana” di Santi Paladino) è l’augurio che il cognome “Florio” (incastonato nel dizionario) non cada nell’oblio e  tutti i suoi meriti siano un giorno rivelati; simile all’augurio di Florio (1611), “giocato” ancora sul suo cognome:“ floreat ultra FLORIUS”, “che FLORIO continui a fiorire oltre”, anche dopo il 1611!

L'inusuale lemma Florio (973.62 kB)

 

 
A 500 anni dalla nascita di Michelangelo Florio: Aretino, i Florio, Amleto
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Domenica 23 Settembre 2018 11:23

Nel presente studio, Massimo Oro Nobili:

1) celebra il 500° anniversario della nascita di Michelangelo Florio, di cui lo stesso Autore, per la prima volta (nel suo studio, pubblicato nel maggio 2017), ha correttamente individuato l’anno di nascita nel 1518, sulla base di una corretta lettura dell’Apologia di Michelangelo;

2) conferma che Michelangelo Florio “fiorentino” e fra’ Paolo Antonio “fiorentino” o “da Figline” sono la stessa persona;

3) pubblica e commenta una prima edizione del “carteggio” tra fra’ Paolo Antonio (alias Michelangelo Florio) e Pietro Aretino;

4) sottolinea l’influenza di Aretino sui dizionari di John Florio;

5) sottolinea l’influenza di Aretino sulle opere di Shakespeare e, in particolare, sull’Amleto.

 

A 500 anni dalla nascita di Michelangelo Florio (1.79 MB)

 
The 500th anniversary of Michelangelo Florio’s birth: Aretino, the Florios and Hamlet
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Domenica 23 Settembre 2018 11:22

In the present study, Massimo Oro Nobili:

1) celebrates the 500th  anniversary of the birth of Michelangelo Florio, of whom the same Author, for the first time (in his study, published in May 2017), correctly identified the year of birth in 1518, on the basis of a correct reading of Michelangelo’s Apologia;

2) confirms that Michelangelo Florio “Florentine” and Friar Paolo Antonio “Florentine” or “from Figline” are the same person;

3) publishes and comments on a first edition of the “correspondence” between Friar Paolo Antonio (alias Michelangelo Florio) and Pietro Aretino;

4) points out the influence of Aretino on the dictionaries of John Florio;

5) points out the influence of Aretino on the works of Shakespeare and, in particular, on Hamlet.

 

A wide English summary is available; the entire text is available in Italian.

 

The 500th anniversary of Michelangelo Florio’s birth (443.31 kB)

 
''Shakespeare era Inglese?'' di Alicia Maksimova
Scritto da Saul Gerevini   
Mercoledì 11 Aprile 2018 13:09

"Was Shakespeare English?" offre un punto di vista nuovo, audace e controverso sull'identità del grande drammaturgo. Russa di origine, la regista londinese Alicia Maksimova, ci accompagna in un viaggio coinvolgente dallo Stretto di Messina a Venezia, Verona, Stratford-upon-Avon, e ancora in Sicilia per un mesmerico finale sulla piccola isola eolia che ha ispirato The Tempest. Diario di viaggio seducente, splendidamente girato e provocatoriamente sostenuto, questo audace docu-viaggio offre uno Shakespeare che è sia una patata bollente per il nostro tempo sia un artista supremo per secoli. 

97 minuti, 2016.

Alicia Maksimova ha creato un capolavoro. 

Questo non lo dico per farle un complimento di circostanza, vedendo il suo film si capisce che considerarlo un capolavoro è una semplice constatazione. Motivo però la mia affermazione evitando cosi di sembrare celebrativo in modo fittizio. Intanto comincio con il dire che il film è commovente data la bellezza delle immagini, che prese singolarmente sono bellissime fotografie - mi hanno ricordato, in certi momenti, i fermi immagini delle ville inglesi in Barry Lindon di Stanley Kubrick. Si denota così la profonda sensibilità e preparazione artistica di questa regista, sensibilità, soprattutto, che riesce a far vibrare l'essenza della bellezza nell'animo dello spettatore. 

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''Was Shakespeare English?'' di Alicia Maksimova
Scritto da Saul Gerevini   
Mercoledì 11 Aprile 2018 13:09

"Was Shakespeare  English?" offers a fresh, daring and controversial view of the great playwright's identity. Russian-born, London-based director Alicia Maksimova, takes us on an enthralling voyage from the Strait of Messina to Venice, Verona, Stratford-upon-Avon, and back to Sicily for a mesmeric finale on the little Aeolian island which inspired The Tempest.  Enticing travelogue, beautifully shot and provocatively argued, this bold docu-journey offers a Shakespeare who is both a hot potato for our times and a supreme artist for the ages.

97 minutes, 2016. 

Alicia Maksimova has created a masterpiece. I say this not as casual praise, but because I realise that her film, once seen, can only be considered a masterpiece. Let me back up my assertion so that it doesn't appear to be a generic celebration.

First of all, the film is moving because of its visual beauty, its splendid images at times reminded me of the shots of English country houses in Stanley Kubrick's Barry Lyndon.

It's the evidence of the profound sensitivity and artistic flair of this director, a sensitivity that makes the very essence of beauty resonate in the soul of the spectator.

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The Shakespeare case: the influence of Titian and Pietro Aretino (Michelangelo Florio’s friend)
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Domenica 21 Gennaio 2018 21:51

The present study, after a wide Introduction on the “Shakespeare Case” and the “Floriana Thesis” by Santi Paladino, contains some observations on the relationship between the Shakespearean theater and the visual arts; thus,  in the light of the canon of “complementarity” between the visual arts (in particular, the Titian’s portraits) and the Aretino’s sonnets, which were prepared to explain, by means of the words, the “invisible conceit” conveyed in these portraits. Subsequently the possible influence of two Titian’s paintings on two Dramatist’s works is emphasized: 1) Titian’s painting, Venus and Adonis and the homonymous Dramatist’s poem; 2) Titian’s portrait of the Duke of Urbino - the “Gonzago” in  Hamlet - and the Shakespearean representation of the ghost of King Hamlet, all armed and frowned.

 

A wide English summary is available; the entire text is available in Italian.

The Shakespeare case (380.73 kB)

 
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