Martedì 30 Novembre 2021
La stella di Shakespeare
Scritto da Davide Gucci   
Lunedì 15 Marzo 2021 17:24

Con il prologo dell’Amleto, Shakespeare ci parla di un evento astronomico accaduto trent’anni prima della sua messa in scena e che ci testimonia di un suo sguardo verso la disputa attorno ai modelli celesti ed i fenomeni astronomici accaduta a Londra negli anni precedenti all’arrivo di William da Stratford. Lo sguardo che Shakespeare mostra nelle sue opere oscilla tra due immagini complementari: da una parte avvicinava il pubblico dell’epoca tramite una visione arcaica (che riconosce in questi inaspettati eventi profezie e sventure), dall’altra inserire elementi che rivelano una visione molto più simile alla visione post-copernicana espressa da Giordano Bruno. Una visione generale che ancora una volta avvicina l’apporto di John Florio alle opere di Shakespeare.

 

La stella di Shakespeare (1.75 MB)

 
Da “words like swords” (J. Florio) a “words like daggers” (Amleto)
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Venerdì 12 Marzo 2021 19:49

Massimo Oro Nobili indaga, in questo studio, sulla “genesi” “floriana” delle parole pronunciate da Gertrude (divenuta moglie del fratricida Re Claudio), a fronte delle parole “acuminate” del figlio Amleto: “Oh non mi parlare più; queste parole come pugnali (“words like daggers”) m’entrano negli orecchi” (Atto III, Scena iv, 94-95).

 

Words like swords (388.28 kB)

 
L’invettiva di Ochino contro Venezia (1542), in Shakespeare
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Venerdì 12 Marzo 2021 19:48
Massimo Oro Nobili indaga su una vicenda (invero, poco conosciuta), quella dell’invettiva pronunciata, contro Venezia (1542), dal più grande predicatore della Riforma, in Italia, il frate senese Bernardino Ochino e propone l'esistenza di una importante “traccia” di tale invettiva, nell'opera shakespeariana Love’s Labour’s Lost, la fonte della cui trama è ritenuta indiscutibilmente (dagli studiosi) un’opera dell’Accademia degli Intronati di Siena.
 
 
Vittoria Colonna e Amleto
Scritto da Massimo Oro Nobili   
Venerdì 12 Marzo 2021 19:46
Massimo Oro Nobili indaga, in questo studio, su una sublime immagine della più grande poetessa del Rinascimento italiano, Vittoria Colonna, contenuta nella lettera, dalla medesima inviata, il 20 settembre 1524, al suo amico Baldassarre Castiglione, dopo aver letto una prima “bozza” della celeberrima opera il “Cortegiano”. La poetessa si congratula col Castiglione e afferma che, per descrivere le qualità morali del perfetto uomo di corte, Castiglione ha descritto le proprie, autobiografiche interiori qualità morali, “con…tenere uno specchio denanzi, et considerare le interne… parti sue”. L’identica, sublime immagine, tradotta letteralmente in lingua inglese, è descritta con riguardo a una delle scene shakespeariane più drammatiche, quando Amleto (Atto III, scena iv, 18-19) dice alla madre: “Io vi metto dinnanzi uno specchio in cui voi potete vedere la interna parte di voi”.
 
 
John Florio, lo “small Latin” di Shakespeare e il “First Folio”
Scritto da Massimo Oro Nobili e Saul Gerevini   
Mercoledì 27 Gennaio 2021 09:34

Saul Gerevini e Massimo Oro Nobili indagano, in questo studio, sul problema della “scolarizzazione” di William Shakespeare, ponendo in collegamento una scenetta di uno scolaro diligente, di nome William, che apprende le prime nozioni di latino (in “Merry Wives”) e l'affermazione di Ben Jonson (1623) circa lo “small Latin” di William Shakespeare. L?analisi del First Folio (alla luce degli studi di Saul Frampton del 2013) suggerisce agli Autori di proporre un nuovo approccio sull?argomento.

Small Latin (705.51 kB)

 
La Rivista dell’Accademia dei Rozzi (n. 53/2020): “Dal Rozzo Angelo Cenni il Risoluto al Resolute John Florio”
Scritto da Saul Gerevini e Corrado Panzieri   
Lunedì 18 Gennaio 2021 12:01

Dopo una prima pubblicazione, a cura dell’Istituto Studi Floriani,  sulla Rivista dell’Accademia dei Rozzi (“Michelangelo e John Florio: che rapporto con Shakespeare?” , n. 51/2019, in  http://www.accademiadeirozzi.it/riviste/ pp. 88-91), la Rivista dell’Accademia dei Rozzi ha recentemente pubblicato ancora un nuovo breve studio, sempre a cura dell'Istituto Studi Floriani: “Dal Rozzo Angelo Cenni il Risoluto al Resolute John Florio”.  Nello studio, si tratta  di quel “nome ‘accademico’ vero e proprio”, di“Resolute” (come acutamente suppone la Prof  Laura Orsi, 2016), che John Florio usò, a partire dal 1591. Nella pubblicazione, si fa riferimento a un recente studio di  Massimo Oro Nobili (2020), il quale concordando con la tesi avanzata dalla Prof. Laura Orsi,  a sua volta,  sostiene la tesi che John Florio (profondo conoscitore dei tanti “nomi accademici” dei letterati italiani) abbia voluto seguire (nel suo appellativo inglese) le orme del commediografo Angelo Cenni, detto il “Risoluto”, uno dei fondatori e più illustri soci della Congrega dei Rozzi di Siena; gettando, in tal modo, metaforicamente, un vero e proprio significativo “ponte” di collegamento fra le “sue” opere teatrali (quelle “shakespeariane”, da lui necessariamente scritte “in incognito”, giusta la “tesi floriana”) e le fonti di tali opere, le importan­ti opere teatrali nate in Italia (comprese quelle meravigliose, composte a Siena)!.

Nel ringraziare doverosamente la Rivista e tutta l’Accademia dei Rozzi, previa gentile autorizzazione, indichiamo qui di seguito il link ufficiale della Rivista ove è pubblicato on-line l'intero, interessantissimo, fascicolo di tale Rivista,  Anno XXVII/2 - 2020 - N. 53; lo studio (a cura di Istituto di Studi Floriani) concernente “Dal Rozzo Angelo Cenni il Risoluto al Resolute John Florio” può leggersi alle pp. 66-69:

 

 http://www.accademiadeirozzi.it/riviste/

 
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